martedì 9 febbraio 2016

Yggdrasill vince il premio Valentino Paparelli


Si è svolta a Terni dal 28 al 31 gennaio 2016  l’8^ edizione della rassegna di cinema di montagna e di esplorazione “Vette in Vista” a cura dell’Associazione “Stefano Zavka” e del CAI di Terni, la rassegna ospita il concorso per opere video di montagna “Valentino Paparelli”, che intende stimolare e premiare la capacità di trasformare le emozioni legate al mondo del verticale e dell’ambiente in immagini. Tre le opere premiate dalla giuria coordinata dal direttore di Montagne360 Luca Calzolari tra cui "Yggdrasill"  di Franco Longo, una Dirtsee Production di AlpiGiulie Canyoning Team. Questo il verdetto della giuria : La passione del canyoning raccontata in presa diretta con immagini impressionanti, montaggio serrato e un'appropriata colonna sonora. Anche se il testo non aiuta, cattura lo spettatore portandolo dentro le Alpi Giulie. Grazie.

YGGDRASILL
Una volta recuperata la corda, dopo il primo salto, non si può più tornare indietro, bisogna per forza proseguire. Ma come siamo arrivati fin qui?   ... forse affamati da un insano desiderio di scoprire, di esplorare, affinando una capacità nel portare avanti questa idea. Siamo al limite della sanità mentale, alla ricerca di Yggdrasill, la speranza, ormai,  ha ceduto il passo al dubbio. Impossibile capire chi sia più folle, io, o gli altri. 

giovedì 7 gennaio 2016

Catalogo 2016 Climbing Technology


Di novità nel nuovo catalogo CT ce ne sono diverse. Come nell'edizione precedente la prima trentina di pagine sono una vera e propria guida sull'utilizzo dei sistemi di sicurezza, poi si passa al capitolo sui connettori e cominciano subito le novità di quest'anno con le due nuove serie Nimble Evo e Aerial Pro.
Sono moschettoni forgiati a caldo estremamente compatti e leggeri con un profilo nervato a doppia T per un ottimo rapporto peso-resistenza, le versioni a leva curva hanno un design ergonomico che permette un agevole inserimento e la chiusura catchfree che evita eventuali impigli. Anche gli Aerial Pro sono disponibili in versione HC, la sigla che contraddistingue i connettori CT di colore marrone, che hanno una speciale anodizzazione antiusura per usi intensivi e prolungati in ambienti severi come in forra. Nuovi fermafettuccia Fixit dalla forma innovativa permettono di fissare i connettori alla già collaudata longe assimetrica Ypsilon. Discensori ad otto, bloccanti, materiale d'armo e l'imbrago Pro-Canyon completano l'equipaggiamento da canyoning, da segnalare anche il nuovo casco ultraleggero Orion. Novità quindi all'insegna della leggerezza, senza trascurare, in primis, la sicurezza, il nuovo catalogo 2016 è disponibile online per il download al seguente indirizzo:
(foto tratta dal catalogo Climbing Technology)


giovedì 10 dicembre 2015

Pieltinis - Novarza - Lumiei


Il 2015 sembra essere proprio l'anno del Novarza, ad inizio stagione è stato la location delle prime riprese della trilogia video che ha anticipato Yggdrasill, il trailer prende in prestito solamente due inquadrature da Fogarè e Susec,  per il resto è tutto Novarza. Forra ingiustamente dimenticata e poco frequentata nel panorama friulano, ora é stato esplorato un suo affluente, il Pieltinis, che diventa un unico itinerario  con la parte superiore a monte della diga ed il percorso classico a valle fino alla confluenza con il Lumiei. Il concatenamento Novarza-Lumiei era già uno degli itinerari più interessanti della regione, tanto che trova posto nella nuova pagina di Canyoning Alpi Giulie  dei migliori itinerari della regione ( descrizione allegata ) che sarà pubblicata con il nuovo anno al posto delle schede insieme ad altre novità per la prossima stagione. Ora il nuovo concatenamento dei tre torrenti Pieltinis - Novarza - Lumiei ha tutte le caratteristiche per diventare un classico della zona, anche se il carattere acquatico della nuova esplorazione determinerà solamente delle finestre di accesso legate a periodi asciutti, come quello attuale, che ha permesso il suo attrezzamento.



NOVARZA - LUMIEI
Avvicinamento 30min.
Discesa 5-6h
Ritorno 15min.
Navetta SI
Corde 2x30m.
Difficoltà v4a4IV

Presentazione
Insieme al Vinadia è uno dei percorsi più maestosi della zona, altissime pareti, dove vien messa a nudo la completa sequenza stratigrafica regionale, fanno da cornice ad una forra stretta, anche pochi metri,  ed incassata dove la luce stenta a filtrare per illuminare un'erosione aggressiva e capricciosa. Entrambi i torrenti hanno il flusso regolato da dighe. Tre tratti diversi contraddistinguono l'itinerario, il primo asciutto e abbastanza aperto, il secondo fortemente inforrato e con modesto scorrimento della seconda metà del Novarza e della parte iniziale del Lumiei, ed il terzo con un buon scorrimento della parte finale del Lumiei. E' consigliabile percorrere i 2 torrenti in un'unica soluzione, ma possono essere discesi anche individualmente. 

Avvicinamento
Da Ampezzo per Sauris parcheggiare la prima macchina al primo tornante, nel bosco esce il sentiero dell'uscita del Lumiei, proseguire lungo la strada per circa 3,5km. e, dopo aver passato due gallerie, parcheggiare dopo il ponte sulla sinistra. A destra del ponte parte il sentiero di avvicinamento, una comoda strada forestale porta in 30 minuti all'imbocco della galleria di ispezione della diga, continuare per il sentiero a fianco fino alla prossima grata dove è attrezzata la calata per raggiungere il greto.

Descrizione
Si scende nel canalino franoso per 30m. fino ad arrivare su un'ampia cengia dove ci sono gli ancoraggi per scendere altri 20m. fino a raggiungere il ghiaione sottostante da dove in breve si arriva nell'alveo. La prima parte è aperta, abbastanza inghiaiata, con poco scorrimento, una sequenza di una decina di calate, attrezzate su cordini con anello e 2 plachette, anticipa il secondo tratto fortemente inforrato, scompaiono le ghiaie e l'acqua riaffiora e comincia a scavare il substrato, creando laghetti, pozze pensili e un bel arco naturale, fino ad arrivare al meandro finale, a cui si accede da una calata da un sasso incastrato. Superato il meandro allagato la forre si apre e sulla destra sale una traccia in un ghiaione fra la vegetazione che porta in breve ad un ponticello sul Lumiei e continuando alla strada asfaltata prima dell'ultima galleria prima del ponte. Continuando nel torrente, invece, superato un tratto orizzontale a blocchi si arriva all'ultima calata del Novarza e si entra nel letto del Lumiei. Si prosegue ancora in un bellissimo ed oscuro meandro fino a quando la gola si allarga, ancora un paio di bei tuffetti fino ad incontrare il bosco da dove parte sulla destra il sentiero con bollini bianchi e blu per l'uscita.

LUMIEI
Avvicinamento 15min.
Discesa 2h
Ritorno 15min.
Navetta SI
Corde 1x40m.
Difficoltà v4a4IV
  
Si può percorrere solo il Lumiei, è un itinerario facile adatto a tutti e ne vale sicuramente la pena. Il sentiero d'accesso parte superata la prima galleria in un ampio spiazzo sulla destra prima della seconda galleria che esce sul ponte. Si scende nel bosco e superato un ponte metallico girare a sinistra e scendere nel greto. Si entra subito fra pareti alte un centinaio di metri che si restringono sempre più , un piccolo saltino porta ad una cascata di 15m. con un profondo lago sottostante , usciti dal buio meandro c'è la confluenza col Novarza , si prosegue ancora in un bellissimo ed oscuro meandro fino a quando la gola si allarga , ancora un paio di bei tuffetti fino ad incontrare il bosco da dove parte sulla destra  il sentiero con bollini bianchi e blu per uscire .


domenica 29 novembre 2015

JUMP ed il bidone stagno nel canyoning sportivo

Ormai abituato dalla consuetudine del bidoncino stagno per garantire la galleggiabilità dei comuni zaini da torrentismo anche questa stagione ho deciso di usarlo, ho però applicato una fettuccia sul fondo di JUMP per poterlo fissare in maniera solidale, in modo che non dia fastidio alla corda quando JUMP si trasforma da zaino in kit boulle semplicemente arrotolando la patella e fissandola con l'apposita chiusura.
Una stagione ricca di tuffi e di favolosi itinerari no-rope ed alcune solitarie in Val Bodengo e dintorni mi hanno permesso quest'anno di testare JUMP su tuffi fino a 15 metri di altezza, e di trarre  alcune conlusioni. Una di queste riguarda l'uso del bidone stagno. 
JUMP è fatto per galleggiare autonomamente, già testato e collaudato negli anni passati con una corda da 60 metri, ora con l'aggiunta delle cerniere alle 2 imbottiture interne, per una migliore asciugatura, su dorso ed estradosso, si possono aggiungere o togliere gli elementi di galleggiamento a seconda delle proprie necessità, in modo da modulare la spinta positiva che lo zaino produce una volta immerso. Il bidone stagno nello zaino, nella progressione sportiva  ha un grosso difetto, quando ci si tuffa a "schienata"in pozze poco profonde indossando lo zaino, all'impatto con l'acqua il bidoncino urta le costole, e alla lunga da un certo fastidio. Altro caso in cui è meglio non avere il bidone stagno è quando si tuffa da pochi metri senza attaccare JUMP all'imbrago, questo per evitare che lo zaino salga verso il collo provocando microtraumi. Un piccolo contenitore stagno comunque trova posto in un'apposita apertura nella retina interna oppure nella tasca chiusa da cerniera nella patella. La fetuccia con la fibbia per fissare il bidone stagno ha anche un altro uso ed è quello di chiudere la patella all'interno dello zaino, senza doverla più arrotolare, per trasformare JUMP in kit boulle, questo permette di tenere separati gli oggetti attaccati al portamateriali dalla corda durante le manovre di gestione.
Il bidone stagno è fissato sul fondo dello zaino

La patella viene chiusa internamente per una più rapida gestione della corda
JUMP è un prodotto Landjoff



martedì 17 novembre 2015

YGGDRASILL


Una volta recuperata la corda, dopo il primo salto, non si può più tornare indietro, bisogna per forza proseguire, ma come siamo arrivati fin qui, forse affamati da un insano desiderio di scoprire, di esplorare, affinando una capacità nel portare avanti questa idea. Siamo al limite della sanità mentale, la speranza, ormai,  ha ceduto il passo al dubbio. Ma quando guardi troppo a lungo in fondo alla pozza lei comincia a guardare dentro di te, e allora la paura salta fuori. Era da tempo che non si vedeva qualcosa del genere, da quando le scale lasciarono il posto alle corde nelle profondità degli abissi, da quando i chiodi lasciarono il posto ai trapani su pareti e falesie, ed ora corde e discensori hanno lasciato il posto a tuffi, a salti in pozze di acqua cristallina. Alla ricerca di Yggdrasill, volando letteralmente per un paio di secondi fra strette pareti incassate in fondo ad orridi e gole, dove il cielo, racchiuso da un perimetro roccioso, diventa un fazzoletto azzurro, fino a riemergere e respirare di nuovo l’aria che riempie i polmoni, poi via veloci, proseguendo nel grembo della montagna, dove il gesto sportivo acquista il suo vero significato. Impossibile capire chi sia più folle, io, o gli altri. 

martedì 10 novembre 2015

Follow Your Quest

Follow Your Quest is a challenge for all those who feel a taste to overcome their own limits. What is important is the will or desire to leave the comfort zone and to try to realize a project that you have been dreaming of for a long time or that excites you but you were not able to cope with it yet. We leave it up to you to decide whether it is a route in a next higher level of difficulty or a first mountain route or another personal hell of yours.  Just get going and make your quest. Your motivation can support other people. So have fun!
http://www.mytendon.cz/fyq-franco-longo