mercoledì 18 maggio 2016

La sacca d'armo per il canyoning

4600g
Si ritorna in forra a ripercorrere i nostri itinerari preferiti, buona norma sarebbe avere sempre una sacca d'armo, ma ormai il tam tam mediatico ed una buona preparazione permette ogni tanto di lasciarla a casa, ma qualcuno che si preoccupa di integrare gli ancoraggi ad inizio stagione c'è sempre. La sacca d'armo per integrare gli ancoraggi ( e non quella di emergenza che è tutt'altra cosa ) può essere preparata in diversi modi, se la squadra è numerosa o almeno di tre elementi l'ideale è avere uno zainetto dedicato, trenta litri sono sufficienti come nella foto, che deve contenere: trapano, martello, fix, plachette, maglie rapide e corda da taglio. Quest'ultima è l'elemento fondamentale in una integrazione di ancoraggi, in quanto teoricamente sarebbero da cambiare tutti i cordini laddove presenti, dopo una esposizione al gelo e disgelo della stagione invernale. Solitamente molti usano vecchie corde dinamiche che hanno finito la loro vita già da tempo, buona norma sarebbe, invece, usare una corda nuova statica, come le corde da lavoro, in modo da garantire le sue caratteristiche di tenuta per tutta la stagione.
2300g
 Ovviamente si può vedere il tutto da un'altra angolazione, invece di riattrezzare il percorso basterebbe esser pronti a rimpiazzare un ancoraggio mancante, ad esempio portato via da una frana come nei casi già documentati del versante Alba-Simon-Cuestis nelle Alpi Giulie, in questo caso basta il necessario per stringere qualche fix. Trapanino da 6-8 fori con rispettivi fix, plachette e maillons, martello e chiave, permettono di allestire nuovi ancoraggi permanenti, così facendo il peso della sacca d'armo si riduce della metà.
1500g
Volendo esser ancora più leggeri e speditivi, nel caso di solitarie o tandem, dove il fattore peso acquista il suo vero significato, se la priorità è la velocità della progressione l'idea è quella di poter allestire un ancoraggio nel modo più rapido possibile, anche se dovrà per forza esser integrato successivamente. Trapanino faidate, una chiave, multimonti da 6mm, placchette d'alluminio e fettucce sono il sistema che ho usato in questi ultimi anni, anche se ha un grosso difetto: il trapano soffre gli urti e l'umidità, a meno che non venga trasportato nelle apposite valigette stagne che purtroppo pesano come il trapano stesso. Per cui questa soluzione è ideale per quelle forre dove non ci sono tuffi ed il trapano può esser portato in una normale sacca stagna.
1000g

Per ultima, ma in realtà per prima in ordine di tempo, troviamo la trousse che uso da ormai più di trent'anni , la classica sacca d'armo da speleologia. Un piccolo sacchetto di pvc ospita al suo interno tutto il necessario, spit, placchette e maglie rapide, martello nel suo apposito fodero  e battitore. Ci si può tuffare liberamente e l'acqua può bagnare i vari utensili senza creare alcun problema. Oltre all'ottima acquaticità altro aspetto saliente è la leggerezza, solamente un chilogrammo di peso, da notare due sfumature: il battitore della CT in foto ha la chiave integrata per il serraggio delle placchette, ed il martello è un martello alpinistico e non da speleologia che secondo me è più adatto all'uso in forra, ma questa è una discussione a parte, da notare che questo martello è dotato di cordino e aggancio portamateriali all'imbragatura.

I materiali nelle foto provengono dai cataloghi

martedì 3 maggio 2016

Trangoworld


Il 2016 vede un frammentarsi dei contorni di questa disciplina sportiva, il canyoning, per come la pratichiamo noi, in un crossover narrativo che mescolerà il gesto sportivo in forra al mondo della montagna in generale mostrando anche il lifestyle di contorno, questo per dare un’immagine a 360 gradi di questo sport in modo da abbracciare e mostrare i vari aspetti della nostra attività.  Un primo passo in questa direzione si vede nell’ultimo video per un turismo sportivo girato  in Valtellina l'anno scorso, ecco perchè diventa importante l'attrezzatura specifica non soltanto durante il gesto sportivo ma anche durante la normale vita quotidiana della pratica outdoor. Trangoworld, brand leader nel settore dell'abbigliamento tecnico ci accompagnerà in questo percorso alla scoperta di nuove inquadrature per documentare e condividere anche le più piccole sfumature e scegliere al meglio una cornice che racchiude la nostra attività. Per ora abbiamo provato i capi della nuova collezione per gli avvicinamenti, scoprendo una qualità dei filati che permette un asciugatura rapidissima del tessuto che vanta anche una grande comprimibilità, entrambi  fattori essenziali per il nostro uso.  I prodotti del catalogo Trangoworld sono disponibili da Vidussi a Trieste oppure sul sito Trangoworld

sabato 23 aprile 2016

Tied to be free

Legato per essere libero, questo è il nuovo slogan dalla Tendon per il 2016, che condensa nel nuovo catalogo i prodotti di alta qualità dello storico marchio produttore di corde. Un catalogo che esprime un pensiero di libertà ed indipendenza per intraprendere nuovi progetti di grandi dimensioni, spostare i propri limiti e realizzare i  propri sogni. All'interno numerose scelte ideali per tutti coloro che amano la libertà, non importa se scalatori, alpinisti o canyoneers. Tutte le persone le quali amano e ricercano le sfide naturali per tutta la vita e fanno del divertimento la loro adrenalina o la loro professione troveranno  corde di alta qualità che garantiscono la massima sicurezza perché la sicurezza e la libertà non sono opposti per Tendon, ma due attributi che vanno sempre insieme.
Il nuovo catalogo 2016 è disponibile online per il download al seguente indirizzo:
http://www.mytendon.com/file/5309/cataloguetendon-2016-en.pdf

mercoledì 13 aprile 2016

Canyoning in solitaria, +leggero +veloce

Uno dei pilastri del canyoning sportivo è senza dubbio la solitaria, l'attrezzatura che caratterizza questa disciplina ha come elemento distintivo principale la leggerezza, parametro inconsueto nel canyoning ludico, a cui pochi danno importanza. Anche per solitarie su percorsi di poche ore il peso dell'attrezzatura di progressione non incide sulla performance, ma quando i percorsi si allungano, gli avvicinamenti si fanno a piedi e bisogna bivaccare, ecco che anche pochi grammi fanno la differenza. La mission di questa stagione è condensata nello slogan "+leggero+veloce", qualche solitaria di un certo impegno servirà per testare i nuovi materiali ed una progressione ancora più dinamica, gesti ed attrezzature super leggere abbinate insieme per minimizzare i pesi e permettere una progressione veloce sono quello che cercheremo per capire cosa è che fa veramente la differenza. Non seguiremo la strada di eliminare il superfluo, perchè questo lo abbiamo già fatto da tempo, ma cercheremo di ridurre il peso dei singoli elementi che compongono la classica attrezzatura da canyoning per una progressione in massima sicurezza. Bilancia alla mano sostituendo alcuni elementi della normale attrezzatura personale di questi ultimi anni salta fuori subito un risparmio di quasi due chilogrammi adottando uno zaino Grille della Landjoff e nuovi connettori, imbragatura e il nuovo casco Orion di Climbing Technology. Un altro risparmio di peso avviene usando le corde ultrasottili in kevlar della Tendon, dove con solo una corda da 50m   si risparmiano più di due chilogrammi di peso, che radoppiano laddove servono 2x50m. Per cui facendo una veloce somma siamo gia' a sei chilogrammi in meno che pesano sulle spalle.
Con il casco Orion di CT a destra  si risparmiano 350g

Il nuovo Grille di Landjoff permette di risparmiare ben 750g rispetto ad uno zaino normale
400g in meno con i connettori super leggeri CT 

23 g/m per il cordino in kevlar da 6mm della Tendon

sabato 26 marzo 2016

Editoriale 2016

“Impossibile capire chi sia più folle, io, o gli altri” così finisce Yggdrasill sfoderando l'unica arma a disposizione, quella che ti impone di reagire mentre tutt'attorno è solo desolazione: la follia. Una grammatica frantumata dove le barriere della fisica e le leggi della dinamica sono sovraeccitate oltre l'immaginazione dei comuni mortali, un cocktail che ha fatto vincere a questo ultimo lavoro il premio Paparelli a Terni all’ottava edizione della rassegna di cinema di montagna e esplorazione “Vette in Vista”. Oltre a Terni altra platea la abbiamo avuta a Trieste dove il film è stato proiettato alla XXII edizione di Alpi Giulie Cinema Festival ed in Trentino alla serata finale del Rockmaster di Arco dove è stato presentato il teaser in inglese dalla Tendon anticipando l'orientamento della produzione per il prossimo futuro che mostra il canyoning come attività outdoor, come anche nel video prodotto per La Brace all’imbocco della Val Masino e nell’ultimo video su Jump per la Landjoff. Immagini dell’ AlpiGiulie Canyoning Team (ACT) anche nell’ ultimo video promozionale della Tendon ed in diversi altri progetti di questa azienda attenta alla nuova mentalità e alle nuove esigenze del canyoning sportivo con una nuova corda che stiamo gia’ testando. Ma di materiali ne parleremo prossimamente in maniera approfondita, quest’anno testeremo una nuova attrezzatura superleggera per il canyoning sportivo in senso stretto, adatta sopratutto alle solitarie,presa in prestito dal catalogo della Climbing Technology e Landjoff, senza trascurare anche l’attrezzatura per il canyoning classico, come una muta di Canyonstore.be per il noleggio. Oltre a film, video ed attrezzature, il focus principale di Canyoning Alpi Giulie resta quello di documentare le forre tra le nostre montagne ed offrire un valido supporto a chi si reca per la prima volta in queste zone. Visto l'alto numero di percorsi ormai esplorati, non tutti interessanti, è giunto il momento di selezionare solamente quelli di un certo interesse, per cui ora la pagina SCHEDE offre all'ospite non più un catasto forre completo con anche itinerari di interesse locale, ma solamente i migliori itinerari con schede dettagliate delle più belle forre, molte delle quali hanno un elemento in comune, la presenza di una captazione idrica che ne regola il flusso, quindi agibili per la maggior parte dell''anno con portate controllate. Queste sono le nostre proposte per un target internazionale che vuole conoscere i percorsi salienti di questo territorio, infatti  Canyoning Alpi Giulie è sempre più proiettata in questa direzione . Abbiamo cominciato il nostro lavoro per un pubblico locale che pian piano è diventato nazionale , ora le persone che cercano informazioni provengono da tutta europa , per cui stiamo tentando di adeguarci ad una comunicazione di più ampio respiro allargando la nostra attività in questi ultimi anni anche al vicino Veneto ed Austria. Come le schede anche il blog può esser letto in qualsiasi lingua ed il libro che consigliamo, Canyoning in the Alps di Simon Flower completano la nuova veste “international” di Canyoning Alpi Giulie.
Buona Pasqua.

mercoledì 2 marzo 2016

Moschettoni per il canyoning


Esistono oggi molti modelli di moschettoni, progettati principalmente per l'alpinismo ed usati per altri sport fra cui il canyoning, e tutti hanno particolari caratteristiche tecniche studiate per uno specifico utilizzo. Chi fa canyoning deve scegliere i prodotti migliori per la propria attività, che sia ludica, commerciale o sportiva, scegliendo quei prodotti che garantiscano la propria sicurezza prima di tutto e cercando di coprire tutti i possibili utilizzi che si verificano durante la progressione in forra, e per chi pratica il canyoning sportivo, anche di ottimizzare i pesi.I moschettoni si differenziano, fondamentalmente, per due caratteristiche, la forma ed il sistema di chiusura. Le forme diverse servono per agevolare le diverse utilizzazioni, ci sono tre forme principali:
- forma asimmetrica per collegare dei sistemi di assicurazione e per usarli sulla longe
- forma a pera per facilitare il ribaltamento del nodo mezzo barcaiolo quando si fa sicura
- forma simmetrica per collegare carrucole
 Il sistema di chiusura è di tre tipi: il più semplice è composto da una leva con molla, oppure può esserci una ghiera che deve essere avvitata sulla leva per bloccarla ed infine ci sono i sistemi di bloccaggio automatici dove la leva si blocca automaticamente, e possono essere di diverso tipo. I moschettoni possono essere senza nessuna colorazione oppure anodizzati in diverse colorazioni.


Questa stagione useremo moschettoni della CT della serie HC che contraddistingue moschettoni in lega leggera forgiati a caldo con una speciale anodizzazione dura anti-usura, ideali per usi intensivi e prolungati. La mia attrezzatura personale sarà composta da un moschettone di forma ovale con ghiera automatica twist-lock per il posizionamento ottimale di rollnlock, la carrucola / bloccante ultraleggera sempre di CT, un moschettone HMS con ghiera a vite indicato per l’utilizzo con i dispositivi di assicurazione e dotato del sistema ACL che favorisce la sollecitazione del moschettone sull'asse maggiore, ne riduce il ribaltamento e lo rende solidale con il dispositivo, stabilizzandolo e prevenendo la possibilità di carico sull’asse minore, ideale anche per l’utilizzo del nodo mezzo barcaiolo e per le manovre di corda in sosta ,ed infine due moschettoni a leva curva, con design ergonomico estremamente compatti e leggeri alle due estremità della longe. Un ritorno alla scuola francese che prevede l'uso di moschettoni senza ghiera a differenza di quella italiana che invece vuole le ghiere sulle longe. Tutti questi moschettoni hanno in comune, oltre la speciale anodizzazione anti-usura la chiusura catch-free che evita l’impiglio accidentale durante l’uso, la forma lavorata ed alleggerita, per una migliore impugnatura e un accentuato profilo a doppia T, per un eccellente rapporto peso / resistenza.


Questa stagione ci vedrà impegnati anche in una nuova ricerca alla leggerezza, in modo da preparare una attrezzatura specifica per le solitarie, dove ogni grammo pesa sulle proprie spalle. Anche sui moschettoni si può risparmiare un po' di peso, con i modelli adottati in foto della serie Aerial Pro di CT si risparmiano sui 200 grammi rispetto all'attrezzatura normale. Questi moschettoni sono indicati specialmente per l'uso nella progressione su parete per realizzare rinvii, sono moschettoni in cui è importante la leggerezza e la maneggevolezza e alcuni dettagli come  la chiusura catch-free e la forma lavorata ed alleggerita. Abbineremo anche moschettoni con  la leva a 'filo' invece che la classica, per diminuire ulteriormente il peso,  risultati di vari test hanno messo in evidenza che il filo non costituisce il punto debole del connettore perché la rottura avviene sul corpo, l' utilizzo principale sarà come porta-materiali.E per finire ancora una novità, Fixit, il nuovo ferma-fettuccia in gomma dalla forma innovativa (patent pending), che utilizziamo  sulla longe Ypsilon che consente di stabilizzare il moschettone prevenendone la rotazione e mantenendolo in asse proteggendo inoltre la fettuccia dall’usura, una volta che lo provate non lo cambierete più.

(i materiali delle foto provengono tutti dal catalogo Climbing Technology) http://www.climbingtechnology.com/download