sabato 1 agosto 2015

ROLLNLOCK

Da quest'anno ROLLNLOCK ha trovato il suo posto fisso appeso all'anello del portamateriali, 320g di peso risparmiati nello zaino tra maniglia, bloccante ventrale e maillon, un ottimo risultato per noi che pratichiamo il canyoning sportivo. L'uso principale dell'attrezzino multiuso di Climbing Technology, nel canyoning, è sicuramente quello di agevolare il recupero di corde lunghe e pesanti. Ottimo anche nel caso di una risalita di emergenza, abbinato all'Hydrorobot come bloccante ventrale, e corredato da un cordino da usare come staffa, permette di risalire agevolmente e velocemente su per le corda. Oltre a questi due possibili usi, l'attrezzo permette di cavarsela anche in altre numerose situazioni di emergenza,  come il recupero di un compagno o di un carico pesante, può essere anche usato come carrucola semplice bloccando la camma, oppure per regolare la lunghezza di una longe, tutti questi usi sono ora illustrati nel nuovo videovdimostrativo della Climbing Technology, buona visione.

martedì 28 luglio 2015

Materiali per il canyoning sportivo

Siamo ormai a metà stagione e di forre ne abbiamo fatte , l'attrezzatura che stiamo usando quest'anno , dopo le prime recensioni , continua a mostrarsi affidabile e duratura .
Continuiamo a lavorare su Jump della Landjoff , la galleggiabilità è la dote nascosta di questo zaino che permette di lasciare il bidone stagno a casa laddove non strettamente indispensabile 
I connettori Climbing Technology continuano ad offrire affidabilità e sicurezza sia per le manovre di normale routine che per la manovre occasionali 
Le corde Tendon continuano ad accompagnarci in questo mondo verticale , ne stiamo provando 3 diverse , ormai fanno parte della nostra normale attrezzatura da progressione 
Casco da kayak e le nuove canyoneer 3 ormai collaudate dai cataloghi online di Canyonstore.be e Alpin Action completano l'equipaggiamento di questa stagione 
Un J5 in Vielia 4 con Jump di Landjoff attaccato all'imbracatura , notare il perfetto posizionamento sulla schiena all'ingresso in acqua 
Automoulinette con la Canyon Wet di Tendon in una delle poche calate in Vielia 4

lunedì 20 luglio 2015

Alpi Giulie Canyoning Team

-Preparati per quello che arriverà

-E cosa arriverà

-La risposta

 

venerdì 10 luglio 2015

Tralba - affluente sinistro rio Alba - forra dei boscaioli

Avvicinamento 1h30
Discesa 4-5h
Corde 2x30m
Difficoltà v4a4V
Il primo tuffo T7
Presentazione
Il percorso comincia presso una captazione idrica che regola la portata rendendo questo itinerario fruibile durante la gran parte della stagione .
Avvicinamento
Dall’uscita autostradale di Carnia seguiamo per Tarvisio , giunti all’incrocio per Moggio giriamo a sinistra attraversando il ponte sul fiume Fella , a Moggio giriamo per Ovedasso e Roveredo , prima del ponte sul rio Alba parcheggiamo . Ritorniamo a Moggio e passato il paese proseguiamo lungo la val d’Aupa , giriamo a destra per Pradis , continuiamo e prendiamo a destra per casera Vualt fino ad incontrare , passato lo spartiacque della valle , una cartellonistica del parco che illustra i rii Alba e Tralba (da questo cartello nasce il nome Tralba , ma non si sa se sia il vero nome o uno sbaglio di stampa) , qui si parcheggia e si prosegue a piedi giu per la strada bianca .
Descrizione
 Scendere a piedi per la strada bianca fino alla diga sull'Alba e superatala prendere il sentiero con bollini bianchi e blu che prosegue in quota , superando una frana attrezzata con corde fisse ed un ponticello caratteristico fino ad entrare nell’affluente sinistro dell’Alba o forra dei boscaioli , per via delle tipiche dighe di tronchi che ancora si trovano nel tratto a monte .Una captazione ne riduce la portata e la forra sprofonda subito con 7 calate attrezzate in inox , tranne la seconda , tutte tuffabili , ambiente maestoso ed incontaminato , potenti banconate calcaree e pozze smeraldine ad attendere tuffi di 7-8m. caratterizzano il primo tratto . Seguono 2 calate in sequenza di 30 metri ciascuna , poi continua con un caos di blocchi e dopo una stupenda cascata in un meandro che si allarga in un laghetto siamo alla confluenza con l'Alba , ancora un paio di tuffi anche sulle 2 ultime calate se le pozze sono libere e la gola si apre , non resta che camminare 45 minuti lungo il greto per raggiungere l'automobile . Esiste anche il corso superiore , proseguire in automoblie fino ad una sbarra dove si parcheggia , a piedi per il sentiero 450 fino a casera Crostis poi per traccia nel greto ( 2h30 ) , 6 calate la più alta 55m. e scorrimento esiguo o nullo caratterizzano il corso superiore , corde 2x60m. e 3h di progressione . Si può fare solamente l’Alba , ideale come forra per neofiti , dalla diga si prosegue lungo il greto fino alla prima calata dove si indossa la muta . In tutto 5 calate , corde 1x30 metri e 2-3 ore fino al parcheggio . In origine le calate erano 7 ma 2 son state livellate da un imponente corpo di frana che ancora oggi continua a modellare il profilo dell’alveo , offrendo al visitatore ogni volta un paesaggio diverso a seconda delle diverse portate , da una camminata sulle ghiaie a tuffi in profonde vasche . Il percorso dell'Alba puo' essere usato in risalita anche per ritornare al parcheggio a monte , le cascate vengono superate risalendo in riva destra fino a raggiungere delle condotture idriche , per poi proseguire in cresta fino al parcheggio .


C10 ultima calata

lunedì 22 giugno 2015

lunedì 8 giugno 2015

Corda statica Tendon

I frequentatori delle falesie del torrente Rosandra conoscono la bontà delle corde Tendon per l'arrampicata sportiva, anche i torrentisti conoscono le Tendon per il canyoning, noi, quest'anno, abbiamo voluto provare qualcosa di diverso, le normali corde statiche, quelle per i lavori verticali, in un ambiente acquatico. E perchè lo abbiamo fatto? se nel catalogo Tendon esistono già tre tipi diversi di corde da canyoning? perchè le statiche possiamo sceglierle in diversi diametri, da 9mm. a 13mm., e in tre colorazioni diverse, rosso, blu e bianco. Una 9mm. che piace a noi che pratichiamo il canyoning sportivo e ricerchiamo la leggerezza delle attrezzature, una 10mm. per il mondo dell'associazionismo, una 11mm. per il canyoning commerciale, ed una 12mm. o 13mm. per il soccorso. La stessa corda e diversi diametri per diversi modi di interpretare e vivere il canyoning, ecco perchè abbiamo scelto di provare questa corda.
Stiamo provando un tiro da 40m. da 10mm., la prima cosa da prendere in cosiderazione è un accorciamento nella norma, dopodichè la corda si stabilizza nella sua lunghezza definitiva. Il  basso allungamento e l'alta resistenza statica sono le due caratteristiche salienti che permettono l'uso di questa corda anche nelle forre. La trama dei trefoli conferisce un'ottima morbidezza nella gestione ed una buona velocità di discesa e di recupero, non avendo una spalmatura specifica si nota un certo assorbimento dell'acqua ovviamente, che comunque non influenza eccessivamente il peso da bagnata.  La colorazione rossa, che mi ricorda con nostalgia la mia prima corda, offre un'ottima visibilità lungo le calate e sott'acqua, ed una buona resa cromatica per le riprese video. Non volendo entrare nelle specifiche tecniche, le nostre prime impressioni sull'uso della corda nuova sono positive, ora non resta che vedere come si comporterà con un uso prolungato ed intenso, non resta che abbinarla ad una Canyon Wet o alla nuova 9mm. type A per poter far un confronto diretto con altri due tipi di corde. Sarà interessante anche vedere come vanno le 9mm, la ricerca di nuovi materiali per il canyoning sportivo continua.

La gamma completa la trovate su http://www.mytendon.com/staticke-lano-static

giovedì 28 maggio 2015

Vinadia

Avvicinamento 10min.
Discesa 5-6h
Corde 1x60m
Difficoltà v3a3V
C20 Vinadia superiore
Presentazione
Nell’estate del 1958 Ignazio Piussi attrezza il torrente Vinadia per conto della Società Adriatica di Elettricità , abbigliati da alpinisti , con il supporto di stivaloni di gomma da pescatore e di un piccolo canotto pneumatico esplorano il torrente , è stata con ogni probabilità, la prima discesa di una gola per la quale sono state utilizzate corde e tecniche alpinistiche . La forra si trova nelle Alpi Carniche ed è forse la più conosciuta per la sua importanza , sia storica che paesaggistica , l'incassamento è notevole , pareti strettissime accompagnano la discesa con saltini e tuffetti fino all'uscita in fondovalle per un totale di 5 km . Il percorso a monte è stato recentemente attrezzato dal Club New Age Onlus con una via ferrata che permette di bypassare i laghetti senza bagnarsi , presso il bar Alla Scala di Vinaio è inoltre possibile noleggiare gratuitamente l'attrezzatura , casco , imbragatura e longe , per percorrere la ferrata ( tel 043374233 )
Avvicinamento
-Dall’uscita autostradale di Carnia si segue per Tolmezzo , superatolo si prosegue sulla SS 52 e prima di Villa Santina si attraversa  il ponte sul  Vinadia con tanto di cartello , girare a destra sulla vecchia strada e parcheggiare all'uscita della forra vicino a delle sbarre , per l’ingresso continuare fino a Villa Santina , al grande incrocio al centro del paese girare per Lauco e proseguire per 12 km seguendo prima per Lauco e poi per Vinaio , prima del paese l’ingresso del Vinadia . 
T4 confluenza Vinadia-Chiantone
Descrizione 
Parcheggiare nello spiazzo di Vinaio , sotto al paese , vicino al ponte sul Vinadia ,  e raggiungere la torretta dell'Enel lungo la strada da dove parte il sentiero segnato con triangoli rossi , raggiunto il greto un suggestivo passaggio con un enorme blocco staccato appoggiato sulla parete ( La tor di Meni dal'Ors ) anticipa la confluenza col Picchions , quindi si continua per un sentiero lungo il greto fino ad una targa in memoria di Ivo Dionisio , da qui con un tuffetto e un meandro allagato la forra si restringe fra alte pareti e continua orizzontale fino ai primi salti non attrezzati che si superano sulla sinistra fra i blocchi seguendo sempre i triangoli rossi , l'ambiente è aperto e facile , poi ritorna un tratto fortemente incassato con un dislivello superabile seguendo una via ferrata con pioli e scalette fino ad una C20  dove finisce la progressione senza corde . La C20 è attrezzata in riva destra con un paio di deviatori se la portata è sostenuta , poi si continua in ambiente aperto con diversi tuffetti fino alla confluenza con il Chiantone . Dalla confluenza comincia la parte più bella della forra , rispetto quella a monte ,  pareti alte 200 metri delimitano una forra maestosa e gigantesca larga in alcuni punti un paio di metri solamente , peccato che l'acqua sparisca in una captazione idrica , dove parte un lungo tunnel sotterraneo che potrebbe essere usato come unica via di fuga lungo tutto il percorso oppure come accesso solo per percorrere il tratto finale . Attrezzare una calata dalla briglia per arrivare al primo tuffo di 10 metri ,  poi qualche tuffetto e 8 calate attrezzate perlopiu' tuffabili , la più alta 30 metri , si susseguono lungo la vecchia via ferrata che ci accompagna fino all'uscita per ancora un paio d'ore di progressione . Il Vinadia è possibile percorrerlo scegliendo altri 2 ingressi , Picchions con ingresso dopo il paese di Vinaio o Chiantone con ingresso dal ponte di Buttea .
T10 Vinadia inferiore