domenica 30 agosto 2015

Il respiro dell'acqua


Impossibile capire chi è più folle, io, o gli altri. Sono al limite della sanità mentale, come se fossi un miraggio, uno spettro, la speranza, ormai, ha ceduto il passo all'incertezza.
Ma come sono arrivato fin qui, forse affamato da un insano desiderio di scoprire, di esplorare, di comunicare, affinando una capacità nel portare avanti questa idea. Ogni giorno la dico a tutti, alle aziende, alle istituzioni, ai costruttori di dighe, in ogni luogo, in osteria, in piazza, in rete, la sussurro, la urlo, la spiego con un microfono in mano, qualsiasi momento è buono per promuovere questa idea, questa novità, perchè niente è più ormai come prima. Ma quando guardi troppo a lungo in fondo alla pozza, a venti metri sotto di te, lei comincia a guardare dentro di te, e allora la paura salta fuori ed inesorabilmente ti attanaglia il respiro  bloccandoti gambe e mente. Era da tempo che non si vedeva qualcosa del genere, da quando le scale lasciarono il posto alle corde nelle profondità degli abissi, da quando i chiodi lasciarono il posto ai trapani su pareti e falesie, ed ora il grande cambiamento è arrivato di nuovo. Corde e discensori hanno lasciato il posto a tuffi, a salti da decine di metri di altezza in pozze di acqua cristallina, profonde quel che basta. Volare letteralmente per un paio di secondi fra strette pareti incassate in fondo ad orridi e gole, dove il cielo, racchiuso da un perimetro roccioso, diventa un fazzoletto azzurro, fino a scomparire nella penombra. Sono in Fogarè, dove il tuffo, simbolo del canyoning sportivo, avviene al buio, nell’oscurità custodita gelosamente dalla montagna, ed una volta arrivato in acqua ti fa rinascere, e mentre stai per riemergere lo senti tutto intorno a te, il respiro dell’acqua, lui, che scava profondamente, modella le montagne e scolpisce i versanti, lo senti fino a riemergere e respirare di nuovo l’aria che ti riempie i polmoni, cercando un lontano bagliore che ti indichi la via da seguire, poi la luce ritorna e sembra di rinascere una seconda volta, di ricominciare a vivere, via veloce, proseguendo nel grembo della montagna, dove il gesto sportivo acquista il suo vero significato, senza lasciar traccia del proprio passaggio.

martedì 18 agosto 2015

Grigna - val Bodengo - val Masino - val Boazzo

Location dell'ultimo video la Valtellina, terra di bresaole, formaggi e vini pregiati, profumi e sapori unici di gente unica, ospiti dell'hotel ristorante La Brace, a Forcola, campobase ideale per esplorare le mete prefissate, ai vertici di un triangolo tracciato tra Lecco, val Chiavenna e val Masino, dove abbiamo disceso torrenti e tuffato cascate, in uno scenario montano di unica e rara bellezza. L'incontro con Bazzo, per fare il Grigna, avviene al mattini presto, l'avvicinamento a piedi comincia dopo il piazzale descritto sui libriguida, seguendo la recinzione su per la strada asfaltata, dopo l'ovile, ed imboccando a destra il comodo sentiero per la presa idrica, che in mezz'oreta di cammino orizzontale, porta alla prima calata. Purtroppo i mille litri al secondo bevuti dalla presa equivalgono a quelli rilasciati nell'alveo, per cui siamo costretti a rinunciare a questa discesa nel rosso verruccano. Le portate corpose continuano a perseguitarmi anche il giorno dopo all'ingresso del Pilotera, saracinesca della chiusa completamente aperta per una manutenzione, discesa all'insegna del canyoning sportivo, tuffando all'inizio nell'acqua turbolenta, poi nelle pozze smeraldine della parte terminale fino alla confluenza col Boggia. Anche se non era nei miei programmi non ho resistito al richiamo del percorso no-rope più bello d'Italia, e mi ritrovo prima a saltare tra i gruppi commerciali nel Bodengo 1 e poi a tuffare, superando un gruppo ludico che scendeva in corda, nel 2, per ritrovarmi da solo con la balena, ed una volta inghiottito nelle sue viscere, trovare Geppetto ed ascoltare le sue storie di atleti che zompettano fra i sassi, mentre sdraiato sul mio zaino mi faccio trasportare dalla corrente guardando in alto un fazzoletto di cielo azzurro racchiuso da un perimetro roccioso che scende fino a congiungersi nell'acqua profonda. Ottima la galleggiabilità di Jump della Landjoff che ho testato su tuffi di 15 metri di altezza, uno zaino perfetto per questa solitaria, che aumenta notevolmente i margini di sicurezza in questo tipo di progressione.
 Lasciata la val Chiavenna a nord, subito sopra Forcola, la val Masino e la val di Mello offrono una coppia di bei torrenti, l'acquatico Masino ed il verticale Ferro, per ritrovarsi in un ambiente di alta montagna insieme a climbers ed alpinisti. Scendendo a sud , invece, una veloce occhiata all'ingresso dell'Esino basta per farmi continuare per Lecco, non riesco a capire come una fogna del genere possa comparire sulle più note guide di canyoning. Da Lecco su per la val Boazzo, fino a Monterone, per dare un'occhiata a questo itinerario e a questa valle nascosta, e per finire la bella sorpresa della val Boazzo, veramente un bel itinerario nascosto dietro alle ultime abitazioni di Lecco, anche l'ultima parte dopo il sentiero del Lupo.

Arrivo all'hotel La Brace a Forcola
Portata normale del Pilotera senza la  captazione della centrale

Gemellaggio bresaola e Canyoning Alpi Giulie

Attrezzatura asciutta, si riparte

sabato 1 agosto 2015

ROLLNLOCK

Da quest'anno ROLLNLOCK ha trovato il suo posto fisso appeso all'anello del portamateriali, 320g di peso risparmiati nello zaino tra maniglia, bloccante ventrale e maillon, un ottimo risultato per noi che pratichiamo il canyoning sportivo. L'uso principale dell'attrezzino multiuso di Climbing Technology, nel canyoning, è sicuramente quello di agevolare il recupero di corde lunghe e pesanti. Ottimo anche nel caso di una risalita di emergenza, abbinato all'Hydrorobot come bloccante ventrale, e corredato da un cordino da usare come staffa, permette di risalire agevolmente e velocemente su per le corda. Oltre a questi due possibili usi, l'attrezzo permette di cavarsela anche in altre numerose situazioni di emergenza,  come il recupero di un compagno o di un carico pesante, può essere anche usato come carrucola semplice bloccando la camma, oppure per regolare la lunghezza di una longe, tutti questi usi sono ora illustrati nel nuovo video dimostrativo della Climbing Technology, buona visione.

martedì 28 luglio 2015

Materiali per il canyoning sportivo

Siamo ormai a metà stagione e di forre ne abbiamo fatte , l'attrezzatura che stiamo usando quest'anno , dopo le prime recensioni , continua a mostrarsi affidabile e duratura .
Continuiamo a lavorare su Jump della Landjoff , la galleggiabilità è la dote nascosta di questo zaino che permette di lasciare il bidone stagno a casa laddove non strettamente indispensabile 
I connettori Climbing Technology continuano ad offrire affidabilità e sicurezza sia per le manovre di normale routine che per la manovre occasionali 
Le corde Tendon continuano ad accompagnarci in questo mondo verticale , ne stiamo provando 3 diverse , ormai fanno parte della nostra normale attrezzatura da progressione 
Casco da kayak e le nuove canyoneer 3 ormai collaudate dai cataloghi online di Canyonstore.be e Alpin Action completano l'equipaggiamento di questa stagione 

venerdì 10 luglio 2015

Tralba - affluente sinistro rio Alba - forra dei boscaioli

Avvicinamento 1h30
Discesa 4-5h
Corde 2x30m
Difficoltà v4a4V
Il primo tuffo T7
Presentazione
Il percorso comincia presso una captazione idrica che regola la portata rendendo questo itinerario fruibile durante la gran parte della stagione .
Avvicinamento
Dall’uscita autostradale di Carnia seguiamo per Tarvisio , giunti all’incrocio per Moggio giriamo a sinistra attraversando il ponte sul fiume Fella , a Moggio giriamo per Ovedasso e Roveredo , prima del ponte sul rio Alba parcheggiamo . Ritorniamo a Moggio e passato il paese proseguiamo lungo la val d’Aupa , giriamo a destra per Pradis , continuiamo e prendiamo a destra per casera Vualt fino ad incontrare , passato lo spartiacque della valle , una cartellonistica del parco che illustra i rii Alba e Tralba (da questo cartello nasce il nome Tralba , ma non si sa se sia il vero nome o uno sbaglio di stampa) , qui si parcheggia e si prosegue a piedi giu per la strada bianca .
Descrizione
 Scendere a piedi per la strada bianca fino alla diga sull'Alba e superatala prendere il sentiero con bollini bianchi e blu che prosegue in quota , superando una frana attrezzata con corde fisse ed un ponticello caratteristico fino ad entrare nell’affluente sinistro dell’Alba o forra dei boscaioli , per via delle tipiche dighe di tronchi che ancora si trovano nel tratto a monte .Una captazione ne riduce la portata e la forra sprofonda subito con 7 calate attrezzate in inox , tranne la seconda , tutte tuffabili , ambiente maestoso ed incontaminato , potenti banconate calcaree e pozze smeraldine ad attendere tuffi di 7-8m. caratterizzano il primo tratto . Seguono 2 calate in sequenza di 30 metri ciascuna , poi continua con un caos di blocchi e dopo una stupenda cascata in un meandro che si allarga in un laghetto siamo alla confluenza con l'Alba , ancora un paio di tuffi anche sulle 2 ultime calate se le pozze sono libere e la gola si apre , non resta che camminare 45 minuti lungo il greto per raggiungere l'automobile . Esiste anche il corso superiore , proseguire in automoblie fino ad una sbarra dove si parcheggia , a piedi per il sentiero 450 fino a casera Crostis poi per traccia nel greto ( 2h30 ) , 6 calate la più alta 55m. e scorrimento esiguo o nullo caratterizzano il corso superiore , corde 2x60m. e 3h di progressione . Si può fare solamente l’Alba , ideale come forra per neofiti , dalla diga si prosegue lungo il greto fino alla prima calata dove si indossa la muta . In tutto 5 calate , corde 1x30 metri e 2-3 ore fino al parcheggio . In origine le calate erano 7 ma 2 son state livellate da un imponente corpo di frana che ancora oggi continua a modellare il profilo dell’alveo , offrendo al visitatore ogni volta un paesaggio diverso a seconda delle diverse portate , da una camminata sulle ghiaie a tuffi in profonde vasche . Il percorso dell'Alba puo' essere usato in risalita anche per ritornare al parcheggio a monte , le cascate vengono superate risalendo in riva destra fino a raggiungere delle condotture idriche , per poi proseguire in cresta fino al parcheggio .


C10 ultima calata

lunedì 22 giugno 2015

Be ready for what's coming



-Preparati per quello che arriverà

-E cosa arriverà

-La risposta

 

lunedì 8 giugno 2015

Corda statica Tendon

I frequentatori delle falesie del torrente Rosandra conoscono la bontà delle corde Tendon per l'arrampicata sportiva, anche i torrentisti conoscono le Tendon per il canyoning, noi, quest'anno, abbiamo voluto provare qualcosa di diverso, le normali corde statiche, quelle per i lavori verticali, in un ambiente acquatico. E perchè lo abbiamo fatto? se nel catalogo Tendon esistono già tre tipi diversi di corde da canyoning? perchè le statiche possiamo sceglierle in diversi diametri, da 9mm. a 13mm., e in tre colorazioni diverse, rosso, blu e bianco. Una 9mm. che piace a noi che pratichiamo il canyoning sportivo e ricerchiamo la leggerezza delle attrezzature, una 10mm. per il mondo dell'associazionismo, una 11mm. per il canyoning commerciale, ed una 12mm. o 13mm. per il soccorso. La stessa corda e diversi diametri per diversi modi di interpretare e vivere il canyoning, ecco perchè abbiamo scelto di provare questa corda.
Stiamo provando un tiro da 40m. da 10mm., la prima cosa da prendere in cosiderazione è un accorciamento nella norma, dopodichè la corda si stabilizza nella sua lunghezza definitiva. Il  basso allungamento e l'alta resistenza statica sono le due caratteristiche salienti che permettono l'uso di questa corda anche nelle forre. La trama dei trefoli conferisce un'ottima morbidezza nella gestione ed una buona velocità di discesa e di recupero, non avendo una spalmatura specifica si nota un certo assorbimento dell'acqua ovviamente, che comunque non influenza eccessivamente il peso da bagnata.  La colorazione rossa, che mi ricorda con nostalgia la mia prima corda, offre un'ottima visibilità lungo le calate e sott'acqua, ed una buona resa cromatica per le riprese video. Non volendo entrare nelle specifiche tecniche, le nostre prime impressioni sull'uso della corda nuova sono positive, ora non resta che vedere come si comporterà con un uso prolungato ed intenso, non resta che abbinarla ad una Canyon Wet o alla nuova 9mm. type A per poter far un confronto diretto con altri due tipi di corde. Sarà interessante anche vedere come vanno le 9mm, la ricerca di nuovi materiali per il canyoning sportivo continua.

La gamma completa la trovate su http://www.mytendon.com/staticke-lano-static