sabato 4 luglio 2015

New canyoning film | Official trailer # 2

-Preparati per quello che arriverà

-E cosa arriverà

-La risposta

 

lunedì 22 giugno 2015

lunedì 8 giugno 2015

Corda statica Tendon

I frequentatori delle falesie del torrente Rosandra conoscono la bontà delle corde Tendon per l'arrampicata sportiva, anche i torrentisti conoscono le Tendon per il canyoning, noi, quest'anno, abbiamo voluto provare qualcosa di diverso, le normali corde statiche, quelle per i lavori verticali, in un ambiente acquatico. E perchè lo abbiamo fatto? se nel catalogo Tendon esistono già tre tipi diversi di corde da canyoning? perchè le statiche possiamo sceglierle in diversi diametri, da 9mm. a 13mm., e in tre colorazioni diverse, rosso, blu e bianco. Una 9mm. che piace a noi che pratichiamo il canyoning sportivo e ricerchiamo la leggerezza delle attrezzature, una 10mm. per il mondo dell'associazionismo, una 11mm. per il canyoning commerciale, ed una 12mm. o 13mm. per il soccorso. La stessa corda e diversi diametri per diversi modi di interpretare e vivere il canyoning, ecco perchè abbiamo scelto di provare questa corda.
Stiamo provando un tiro da 40m. da 10mm., la prima cosa da prendere in cosiderazione è un accorciamento nella norma, dopodichè la corda si stabilizza nella sua lunghezza definitiva. Il  basso allungamento e l'alta resistenza statica sono le due caratteristiche salienti che permettono l'uso di questa corda anche nelle forre. La trama dei trefoli conferisce un'ottima morbidezza nella gestione ed una buona velocità di discesa e di recupero, non avendo una spalmatura specifica si nota un certo assorbimento dell'acqua ovviamente, che comunque non influenza eccessivamente il peso da bagnata.  La colorazione rossa, che mi ricorda con nostalgia la mia prima corda, offre un'ottima visibilità lungo le calate e sott'acqua, ed una buona resa cromatica per le riprese video. Non volendo entrare nelle specifiche tecniche, le nostre prime impressioni sull'uso della corda nuova sono positive, ora non resta che vedere come si comporterà con un uso prolungato ed intenso, non resta che abbinarla ad una Canyon Wet o alla nuova 9mm. type A per poter far un confronto diretto con altri due tipi di corde. Sarà interessante anche vedere come vanno le 9mm, la ricerca di nuovi materiali per il canyoning sportivo continua.

La gamma completa la trovate su http://www.mytendon.com/staticke-lano-static

giovedì 28 maggio 2015

Vinadia

Avvicinamento 10min.
Discesa 5-6h
Corde 1x60m.
Difficoltà v3a3V
C20 Vinadia superiore
Presentazione
Nell’estate del 1958 Ignazio Piussi attrezza il torrente Vinadia per conto della Società Adriatica di Elettricità , abbigliati da alpinisti , con il supporto di stivaloni di gomma da pescatore e di un piccolo canotto pneumatico esplorano il torrente , è stata con ogni probabilità, la prima discesa di una gola per la quale sono state utilizzate corde e tecniche alpinistiche . La forra si trova nelle Alpi Carniche ed è forse la più conosciuta per la sua importanza , sia storica che paesaggistica , l'incassamento è notevole , pareti strettissime accompagnano la discesa con saltini e tuffetti fino all'uscita in fondovalle per un totale di 5 km . Il percorso a monte è stato recentemente attrezzato dal Club New Age Onlus con una via ferrata che permette di bypassare i laghetti senza bagnarsi , presso il bar Alla Scala di Vinaio è inoltre possibile noleggiare gratuitamente l'attrezzatura , casco , imbragatura e longe , per percorrere la ferrata ( tel 043374233 )
Avvicinamento
-Dall’uscita autostradale di Carnia si segue per Tolmezzo , superatolo si prosegue sulla SS 52 e prima di Villa Santina si attraversa  il ponte sul  Vinadia con tanto di cartello , girare a destra sulla vecchia strada e parcheggiare all'uscita della forra vicino a delle sbarre , per l’ingresso continuare fino a Villa Santina , al grande incrocio al centro del paese girare per Lauco e proseguire per 12 km seguendo prima per Lauco e poi per Vinaio , prima del paese l’ingresso del Vinadia . 
T4 confluenza Vinadia-Chiantone
Descrizione 
Parcheggiare nello spiazzo di Vinaio , sotto al paese , vicino al ponte sul Vinadia ,  e raggiungere la torretta dell'Enel lungo la strada da dove parte il sentiero segnato con triangoli rossi , raggiunto il greto un suggestivo passaggio con un enorme blocco staccato appoggiato sulla parete ( La tor di Meni dal'Ors ) anticipa la confluenza col Picchions , quindi si continua per un sentiero lungo il greto fino ad una targa in memoria di Ivo Dionisio , da qui con un tuffetto e un meandro allagato la forra si restringe fra alte pareti e continua orizzontale fino ai primi salti non attrezzati che si superano sulla sinistra fra i blocchi seguendo sempre i triangoli rossi , l'ambiente è aperto e facile , poi ritorna un tratto fortemente incassato con un dislivello superabile seguendo una via ferrata con pioli e scalette fino ad una C20  dove finisce la progressione senza corde . La C20 è attrezzata in riva destra con un paio di deviatori se la portata è sostenuta , poi si continua in ambiente aperto con diversi tuffetti fino alla confluenza con il Chiantone . Dalla confluenza comincia la parte più bella della forra , rispetto quella a monte ,  pareti alte 200 metri delimitano una forra maestosa e gigantesca larga in alcuni punti un paio di metri solamente , peccato che l'acqua sparisca in una captazione idrica , dove parte un lungo tunnel sotterraneo che potrebbe essere usato come unica via di fuga lungo tutto il percorso oppure come accesso solo per percorrere il tratto finale . Attrezzare una calata dalla briglia per arrivare al primo tuffo di 10 metri ,  poi qualche tuffetto e 8 calate attrezzate perlopiu' tuffabili , la più alta 30 metri , si susseguono lungo la vecchia via ferrata che ci accompagna fino all'uscita per ancora un paio d'ore di progressione . Il Vinadia è possibile percorrerlo scegliendo altri 2 ingressi , Picchions con ingresso dopo il paese di Vinaio o Chiantone con ingresso dal ponte di Buttea .
T10 Vinadia inferiore

sabato 23 maggio 2015

McKinley - Duffle bag per l'avvicinamento e spedizioni


L'avvicinamento alla zona canyoning può avvenire in due modi, o in automobile oppure in aereo, in entrambi i casi si usano dei contenitori per trasportare e riporre l'attrezzatura spesso bagnata, per i viaggi in aereo si usano i sacchi da spedizione, per quelli in automobile contenitori rigidi per evitare che l'acqua bagni il bagagliaio, purtroppo questi ultimi sono molto voluminosi. Un articolo che soddisfa entrambe le esigenze di trasporto è la Duffle bag,  un borsone spesso impermeabile con una chiusura in alto. Il nome deriva da Duffel, una città in Belgio, dove la borsa ha avuto origine. E 'usato per il trasporto di bagagli o attrezzature sportive per le persone che viaggiano in mezzo alla natura, è spesso utilizzato anche da personale militare, quando viene utilizzato da marinai o marines è talvolta chiamato seabag. Il borsone ha acquisito uno status nei surfers  della California e dell'Australia, portare un borsone era sinonimo di essere (o fingere di essere) un surfer. McKinley della Landjoff ormai fa parte della mia normale attrezzatura da canyoning, con la sua ampia capacità di 130 litri posso riporvi tutta l'attrezzatura personale e di gruppo, comprese le corde. Sta comodamente nel bagagliaio delle normali autovetture, senza dover aver per forza un furgone o un pick up, e posso riporvi l'attrezzatura bagnata senza che l'acqua scoli fuori. La chiusura del coperchio è dotata di cerniera e quattro maniglie sui lati ne facilitano il trasporto, una tasca con cerniera sul lato del borsone serve per la visualizzazione di una targhetta di identificazione quando lo uso per il trasporto in aereo, ed è proprio in questi viaggi che McKinley svela le sue caratteristiche migliori. C'è una tasca con zip interna sul coperchio dove sono custoditi due spallacci regolabili e rimovibili che lo trasformano in una mossa in uno zaino facile da trasportare andando a piedi, inoltre un sistema di  compressione aggiuntiva formato da un cordino con moschettone che passa in due file di ampi occhielli metallici permette di ridurne il volume all'occorrenza, in modo da avere sempre un bagaglio compatto e facilmente gestibile. . Per una migliore resistenza all'abrasione, il fondo e le pareti sono realizzati in PVC da 900g ad alta resistenza in nero. Disponibile in vari colori alla pagina http://landjoff.com/product/84/mckinley.html
( foto tratta dal catalogo LANDJOFF )

sabato 16 maggio 2015

New canyoning film | Official trailer # 1



E’ il territorio più isolato del pianeta
non c’è orizzonte
ci siamo solo noi

Eravamo al limite della sanità mentale
come se fossimo apparizioni, fantasmi
la fiducia cedeva il passo al dubbio

Il mondo crollava
ed ognuno di noi a modo suo era a pezzi
difficile capire chi fosse più folle
io o gli altri

martedì 12 maggio 2015

Canyoning in the Julian Alps


Dopo ben 2 edizioni di Canyoning Alpi Giulie siamo giunti ad un'altra svolta.  Numerosi nuovi percorsi sono stati aperti in questi ultimi anni da Sloveni, Austriaci, Polacchi e Ungheresi, un target internazionale ormai, che richiede un'edizione nuova, non più in italiano, ma in inglese. Inoltre, visto l'alto numero di percorsi, non tutti interessanti, è giunto il momento di selezionare solamente quelli di interesse internazionale, appunto, per cui mi è sembrato inutile riscrivere Canyoning Alpi Giulie in un inglese maccheronico, visto che un libro come lo avrei voluto esisteva già, ed è Canyoning in the Alps di Simon Flower. I percorsi sono veramente ben scelti, e cosa che apprezzo di più, è la divisione in parte superiore ed inferiore per i percorsi più lunghi, che su guide precedenti presentati solo nella versione integrale avevano scoraggiato le loro ripetizioni. I percorsi sono corredati da ottime piantine e sezioni trasversali, e le descrizioni degli avvicinamenti e delle discese sono accurate e precise. Oltre a Carnia ed Alpi Giulie abbiamo anche i migliori torrenti in Dolomiti, lago di Como, Val D'Ossola e Ticino in Svizzera, nonchè qualche percorso in Slovenia ed Austria, Il libro è acquistabile su Amazon o sul sito della casa editrice Cicerone.