sabato 26 novembre 2016

Canyoning sportivo +leggero +veloce

Un altra stagione ormai volge al termine,  una stagione ricca come non mai di discese  nelle  più belle forre di mezza Europa dove abbiamo girato le scene del nuovo film.  Siamo stati  in 5 nazioni per testare nuove attrezzature e sviluppare alcuni progetti.  +leggero +veloce è lo spirito che ci ha guidato nelle scelte fatte quest'anno, per una progressione fluida e senza fronzoli.
Grazie alla  Climbing Technology abbiamo potuto provare  vari tipi di connettori  nei più svariati usi e dopo un periodo di 2 anni finalmente abbiamo fatto delle scelte.
  Pro-canyon di Climbing Technology rappresenta un'ottima scelta per il nostro spirito, è un'imbracatura comoda ed affidabile, semplice ed essenziale, studiata per i corsi ed il noleggio offre la sua leggerezza anche nel canyoning sportivo.
Abbiamo usato le corde ultrasottili da 6mm della Tendon, azienda attenta al mondo del canyoning con ben 3 modelli specifici di corde in catalogo, nelle più svariate situazioni, da semplici corde di sicurezza a corde di recupero fino a corde da progressione in diversi tandem e solitarie, provando diversi discensori e tecniche di gestione ad hoc.
Dopo i primi prototipi provati nel 2015, quest'anno abbiamo testato a fondo il modello definitivo, che  sarà messo in vendita la prossima stagione, di una nuova corda da canyoning con spalmatura in teflon, la DRY 9.0 della Tendon.
Anche per JUMP, ormai sul catologo Landjoff da un paio d'anni, ci sono grandi novità,  2 sono i prototipi usati in questi ultimi 2 anni, il primo è quello giallo, 
il secondo, di quest'anno, con ulteriori migliorie, è quello rosso. Ora non resta che aspettare  di vedere come e quando verrà messo in produzione.
E finalmente dopo 2 anni è pronta la recensione al test di usura delle 5.10 Canyoner 3 direttamente  dal catalogo  di Canyonstore.be dove da quest'anno si possono trovare anche gli articoli della Climbing Technology.

L'abbigliamento tecnico Trangoworld ci ha accompagnato negli avvicinamenti ed ovviamente nell'arco della giornata  offrendo quel confort che fa la differenza.
Ancora in alto mare la realizzazione di una muta per il canyoning sportivo,  abbiamo provato 3 modelli diversi  e la ricerca continua.


sabato 5 novembre 2016

To Be Free - Trailer

Fin dai tempi remoti alcuni uomini sono usciti dal gruppo o soli o in piccola compagnia muovendo alla ricerca di terre sconosciute, avidi di esplorare e conoscere cose nuove. E' sempre stato così, certo è che senza questo bisogno di andare oltre le cose note, l'uomo mai avrebbe creato la cultura nella quale vive oggi.  Fino a poco tempo fa le invenzioni, come le notizie, si diffondevano a rilento, i messaggi culturali arrivavano da un gruppo all'altro, quando arrivavano, con ritardi di anni,  era un procedere lento e senza scosse, era un mutare di tecniche e di costumi egualmente lento così come lo era l'ingrandimento numerico della comunità torrentistica.  L'accelerazione che ha subito il ritmo del canyoning negli ultimi anni è impressionante, sopratutto grazie ad internet e al suo motto imperante: "esiste solo ciò che viene comunicato". Eppure esiste ancora gente , da poco sorpassata la cinquantina, che è nata quando si illuminava con la lampada a carburo, quando ci si scaldava con stufe a legna ed i servizi igienici erano sui ballatoi. Pochi erano, quella volta,  gli articoli di canyoning sulle riviste, le notizie arrivavano lentamente, enormi aree torrentistiche del pianeta erano sconosciute. Gente nata in quel tempo, nel corso della sua esistenza ha visto  i trapani sostituire i chiodi sulle falesie, le corde sostituire le scale in grotta e lo scorrere continuo di informazioni sui socials sostituire il lento sfogliare le pagine dei pochi libri di canyoning. Un susseguirsi di cambiamenti  nella progressione hanno fatto la storia di questi ultimi anni ed il nostro tempo.

martedì 18 ottobre 2016

Alba - Molassa - Cellina

Avvicinamento -
Discesa 1h
Ritorno 30min
Corde -
Difficoltà v1a3II
Presentazione
Forra incredibilmente bella e maestosa, nonostante l'impegno basso, l'assenza di calate o arrampicate, regala un ambiente unico e continuo di ben 3 torrenti concatenati in un unico percorso racchiuso tra alte e levigate pareti. Percorso ideale in questo inizio d'autunno ma  interessante tutto l'anno tanto che lo abbiamo incluso nelle schede.

Avvicinamento
Se arrivate da Pordenone all'inizio del lago di Barcis ( in caso contrario alla fine del lago ) attraversate il ponte e seguite la strada sulla sponda opposta fino ad arrivare all'Osteria al Ponte Molassa ( senso unico ), da qui avete una panoramica sulla confluenza tra il Molassa e l'Alba ed il cancello dell'ingresso turistico  è il punto di uscita del percorso, oltrepassate la galleria e continuate fino ad arrivare allo svincolo sotto al cavalcavia,  parcheggiare a destra in uno slargo, qui comincia il percorso.

Descrizione
Scavalcare il guard rail e raggiungere il greto, un primo inforramento breve è l'antipasto dell'Alba, poi si riemerge sotto al muro di contenimento della strada e si prosegue su terreno aperto fino al secondo inforramento. Da qui in poi il percorso diventa continuo fino alla fine, una lunga galleria orizzontale dove la portata non crea problemi racchiusa tra alte pareti levigatissime ci accompagna fino alla confluenza col Molassa che si può anche risalire. L'acqua è calda e la roccia offre un ottimo grip, l'attrezzatura necessaria per questo itinerario si riduce alla muta ed al casco. Dopo la confluenza col Molassa la portata aumenta leggermente e guardando in alto si vede il ponticello dell'Osteria, si continua in ambiente ancora più interessante, un bel arco di roccia sulla sinistra e numerosi tratti di acqua profonda permettono delle belle nuotate, la più lunga è l'ultima, dopo il tubone della condotta idrica, che finisce alla confluenza col Cellina dove ci si può lasciar trascinare dalla portata del fiume fino alla prima vegetazione sulla sinistra da dove si guadagna facilmente la vecchia strada che si segue fino all'Osteria al Ponte.

lunedì 3 ottobre 2016

Perlana e Borgo

Borgo 
Siamo nelle Pre Alpi comasche, dorsale di calcari stratificati a contatto con gli gneiss, che separano il lago di Como dal lago di Lugano, dove al centro, come una perla racchiusa nella sua conchiglia, si trova Porlezza, base ideale per conoscere le forre di quest'area. Ben quattro itinerari sono a due passi dalla passeggiata lungo la sponda italiana del lago di Lugano, Rezzo e Cavargna si trovano a ridosso delle ultime case di Porlezza, mentre Santa Giulia e Lirone finiscono direttamente nel lago antistante, una ventina di chilometri scendendo verso Como si trova, a Lenno, Perlana,  mentre risalendo a Nord, subito dopo Livo, troviamo Borgo e Bares, quest'ultimo per molti considerato come uno fra i dieci migliori itinerari in Europa.
Siamo ospiti dell'Hotel Europa di Porlezza, le cui camere si affacciano direttamente sul lungolago, da qui la vista mozzafiato spazia sulle montagne che abbracciano il rilassante panorama dove scorrono, nascosti sulla sinistra, il Santa Giulia e il Lirone.  Clientela internazionale, ospitalità con la O maiuscola,  gestione familiare ed una marcata impronta wellness ha reso piacevole  il nostro dopo forra, offrendoci una sauna calda al rientro ed un momento di relax dopo aver steso l'attrezzatura ad asciugare sul balcone vista lago godendo dei colori pastello del tramonto autunnale.




PERLANA INFERIORE
Avvicinamento 40min
Discesa 2h
Rientro 10min
Corde 1x30m
Difficoltà v3a3III

Sicuramente il Perlana è un itinerario singolare, dopo l'esperienza ipogea del Cormor, non potevamo perdere quest'altro percorso che attraversa una grotta, anche se breve in confronto, ma la calatina ed il meandrino allagato nell'oscurità regalano sempre una nuova sensazione ed una spettacolarità inattesa e non conosciuta.  La forra è facile ma dal carattere sportivo, numerosi tuffetti e toboga, tra cui uno levigatissimo di una decina di metri caratterizzano il Perlana inferiore, quello che abbiamo disceso in tre ore di progressione compreso l'avvicinamento in riva sinistra. Abbiamo anche evitato le ultime calate sotto il ponte, dove il torrente, ormai fra le case, risente dell'impatto antropico, il corso a monte, invece, è caratterizzato da acqua limpida e trasparente che viene in parte captata in un lungo meandro dopo la grotta.

Perlana inferiore - primo toboga

Perlana inferiore - toboga 11m

Perlana inferiore - inizio tratto ipogeo

BORGO
Avvicinamento 1h20min
Discesa 3h30min
Rientro 5min
Corde 1x25m
Difficoltà v3a5III

Borgo si trova a Nord di Porlezza, cambiamo completamente litologia entrando nel regno delle rocce di origine magmatica, lasciamo il lago e saliamo a Livo per imboccare la strada sterrata a pagamento ( 1 euro ) fino al crotto Dangri dove si parcheggia, a piedi superato il ponte di fattura medievale a destra si sale al Bares, a sinistra, seguendo la via Crucis, al Borgo. Dopo una irta mulattiera si arriva a Baggio e da qui il sentiero entra in val Darengo proseguendo in quota fino al ponte sul Borgo. Acqua cristallina e grandi pozze contraddistinguono questo itinerario dove calate e tuffi non superano mai i 12m, infatti abbiamo usato un'unica corda da 25m. La prima parte è una passeggiata nell'alveo con qualche tuffetto di un paio di metri al massimo, la facile progressione è una continuazione del bellissimo avvicinamento che già da solo vale la pena, poi comincia la parte inforrata e le acque, prima sparpagliate sul largo alveo, si concentrano in toboga e cascate assordanti dove è meglio tuffare che attrezzare una calata, grandi pozze profonde verde scuro permettono tuffi alti anche a vista, una progressione sportiva è raccomandata sopratutto con le portate sostenute che caratterizzano questo itinerario. Noi abbiamo trovato una portata tranquilla ed abbiamo speso cinque orette in tutto fra avvicinamento e discesa.


Inizio del Borgo alla briglia,  portata perfetta
Borgo - passaggio tra i massi
Borgo - calata prima del sifone, con questa portata non ci sono problemi

martedì 20 settembre 2016

Canyoning in Corsica e Richiusa in solitaria

Primo tuffo di Ziocu
Dopo un inizio settembre in Ticino ci siamo trasferiti in Corsica per prolungare di una settimana questa calda estate mentre sul continente sono cominciate le piogge e la temperatura si è abbassata. Tralasciando i trekking acquatici della rivierasca Solenzara questa volta, dopo cinque anni, siamo ritornati in montagna, quella vera. Quella che percorre trasversalmente l'isola e la divide in due regioni, dove passa il GR20, il più famoso e difficile trekking in Europa, che attraversa l'isola da Nord a Sud in 15 giorni di cammino. Abbiamo scelto il versante granitico dove si trovano le quattro forre più belle secondo il sito francese Descente Canyon: Richiusa, Ziocu, Sulleoni e Dardu. 
Le sentier des oliviers
 Al centro del quadrilatero formato dai quattro itinerari si trova Vico, villaggio situato in una conca di castagni ed olivi con le sue case tradizionali e le piazzette pittoresche, non lontano dalla costa, dove nel XV secolo il capo dei ribelli fondò il convento di St. Francois. Qui si trova "Le sentier des oliviers", un villaggio di villette immerse tra gli olivi con una vista mozzafiato sull' anfiteatro di montagne antistanti dove scorre Ziocu. Qui l'ospitalità è di casa, non manca niente, dal soggiorno attrezzato con angolo cottura fornito di tutto, alla TV e al WI-FI per  farti sentire come a casa, potendo cucinare ed assaggiare gli ottimi vini locali. Cominciamo con una solitaria a Richiusa, ottima occasione per una progressione veloce e leggera con le  le corde da 6mm della Tendon che stiamo usando questa estate come corda sia da recupero che da calata, anche la vicina Leccia Rossa merita una visita visto i brevi tempi di percorrenza. L'altro itinerario ancora più sportivo è Ziocu, qui i tuffi diventano più alti e precisi, sia Richiusa che Ziocu sono 2 itinerari dove si tuffa e si toboga, l'uso delle corde in una progressione sportiva può esser  necessario solamente una o due volte e con la nuova attrezzatura superleggera di Climbing Technology messa a punto questa estate ed il nuovo modello di Jump questi percorsi offrono il massimo del divertimento dimenticandosi di quel torrentismo di una volta fatto di sacchi pesanti e volti abbruttiti dalla fatica.


RICHIUSA INTEGRALE
Avvicinamento 1h
Discesa 1h30min
Rientro 15min
Corde 1x30m
Difficoltà v3a3III


L'avvicinamento è in riva sinistra e ti porta su in alto sotto le pareti per poter scendere l'integrale, in riva destra, invece, un avvicinamento più breve usato dai commerciali ti fa percorrere solamente il tratto inforrato finale che sicuramente è il più suggestivo. Un ometto sul sentiero principale indica le traccia da seguire per raggiungere l'alveo dove trovi ad aspettarti una sequenza di pozze smeraldine rallegrate da uno scorrimento inaspettato e da un'acqua fresca e limpidissima. Pozze, tuffetti e toboga in ambiente aperto caratterizzano il percorso superiore di Richiusa fino ad una prima calata attrezzata che si supera con un bel tuffo salendo in alto sopra l'ancoraggio. Ora le vasche diventano più profonde ed un lungo toboga che parte da una pozza pensile da inizio alla parte più ludica di Richiusa, una serie di toboga ci accompagna fino ad un altro ancoraggio, dove comincia il tratto inforrato che nasconde tra le alte e levigate pareti pozze profonde verde smeraldo ed una sequenza di 5 tuffi in ambiente spettacolare, poi la forra finisce ed un sentiero sulla sinistra ti riporta in breve al parcheggio.
A destra per l'integrale
Inizio integrale
Uno dei tanti toboga
L'unica calata
Uno dei tuffi nella parte terminale



martedì 30 agosto 2016

Cresciano canyoning e Pontirone in solitaria

Cresciano inferiore
Nelle principali aree canyoning dell'arco alpino i percorsi assolutamente da non perdere sono sempre sparpagliati in più vallate, ma questo non vale per il Ticino, in Svizzera, dove i cinque itinerari a cinque stelle sono tutti  attaccati l'uno all'altro: Cresciano, Lodrino, Osogna, Iragna e Pontirone. Il Cresciano è il più famoso, forse perchè è percorribile prima degli altri per la regolazione del flusso d'acqua rilasciato dalla presa a monte o forse perchè è stato il primo ad avere la possibilità di fare l'avvicinamento in elicottero, fatto sta che mi ritrovo sul sentiero a salire a piedi insieme a bagnanti, gruppi commerciali, piloti di droni e un cagnolino. Sono qua per alcune riprese del prossimo film, ad ogni intersezione del sentiero col torrente qualcuno si ferma ed altri proseguono, una lieve pausa per ammirare questo spettacolo della natura è d'obbligo, sequenze di cascate scolpite in negativo come la colla quando tocca il polestirolo nascondono toboga e tuffi di precisione. Il sole compare dietro alle creste antistanti e comincia a giocare con i chiaroscuri del bianco dello gneiss ed il verde smeraldo delle pozze. Continuo a camminare in salita, zigzagando intorno a pozze sempre più grandi e cascate sempre più alte, 8m, 15m e 18m, finalmente mi cambio e comincio la discesa, tuffo il più possibile rubando traiettorie nascoste a chi ha scelto questo terreno di gioco per tutta la stagione. Sembra di essere in un luna park ma la concentrazione resta alta, purtroppo  la parola "solitaria" qui perde di significato, ma siamo qui per filmare e divertirci.

Cresciano inferiore
La giornata torrentistica volge al termine, torniamo a Cresciano paese per far asciugar l'attrezzatura. Siamo ospiti all'OSTELLO CRESCIANO, dove parte il sentiero di avvicinamento dell'integrale,  una struttura nuova, che quest'anno spegne due candeline, più che un ostello ricorda gli alberghetti del Trentino Alto Adige a gestione familiare, dove più che sentirti cliente ti senti un membro di famiglia. All'ingresso l'ospite viene accolto da un bar arredato con cura ed attenta scelta dei materiali, noi passiamo nel giardino retrostante dove pilastri granitici che servivano per tirare i filari delle vigne ora sostengono un cavo dove poter stendere ad asciugare l'attrezzatura da canyoning, e seduti ad un tavolo in granito stappiamo  una bottiglia di vino. Ormai il sole sta tramontando e senza dover spostarci ceniamo in Ostello con  il menu a prezzo fisso che ogni sera Conny e Barbara, le due titolari,  preparano per chi non ha voglia di cucinare con una particolare attenzione alla qualità degli ingredienti. Se uno s'immagina le classiche camerate qua casca male, perchè ognuno ha la sua stanza personale ad un prezzo che corrisponde ad una piazzola in un campeggio affollato, e nel prezzo è compresa anche la colazione con formaggi e salumi tipici della valle e le immancabili uova con lo speck di Conny ed il caffè di Barbara, ci sono diverse tipologie di stanze e potete vederle sul sito dell'OSTELLO CRESCIANO
 Siamo a fine agosto ed ora comincia la miglior stagione, le portate sono perfette in tutti i percorsi e così resteranno fino a fine settembre, decretando la miglior stagione per il canyoning ed il bouldering  nella zona di Cresciano, tutti e cinque itinerari possono essere percorsi integralmente oppure a sezioni, avvicinamenti di 30 minuti facilitano la grossa affluenza nelle parti inferiori, l'avvicinamento in elicottero agevola i percorsi coperti dal servizio: Cresciano, Osogna e Lodrino integrali al prezzo di 180 franchi da dividere in quattro. Alla fine per ritrovarsi con buona probabilità da soli in una forra non restano che Iragna o Pontirone integrali, io ho scelto quest'ultimo e devo dire che è stata la scelta giusta.

PONTIRONE INTEGRALE
Avvicinamento -
Discesa 3h30min
Rientro -
Navetta SI
Corde 2x40m
Difficoltà v4a4IV

Una solitaria eccezionale nel Pontirone, un ambiente ciclopico, maestoso, che ti fa capire quanto piccoli ed insignificanti siamo per questi gneiss levigati dai milenni e dallo scorrere di quantità d'acque senza tempo e senza limiti. Qui non incontri nessuno, sei solo a camminare in questi lunghi meandri, quasi un pentagramma su antiche pergamene, dove un ritmo di note scritte con le altezza dei tuffi in pozze verde cupo scandisce il tempo e la progressione: 8m, 10m, 3m, 15m, 12m, fino alla C30 dove un nuovo ancoraggio singolo in riva sinistra permette di attraversare il flusso della cascata comodamente  e raggiungere una cengia da dove ricomincia la musica e riprendono i tuffi: 16m, 8m, 12m, 3m e 4m fino ad arrivare ai blocchi ed alle disarrampicate che anticipano la C40 nel vuoto dove inizia il percorso inferiore. Qui incontro un gruppo di francesi gentilissimi che mi fanno usare la loro corda di calata, alla base riprendo la solitaria nella parte più incassata della gola, supero senza nemmeno accorgermene  "la terribile S" ed ancora un paio di tuffetti che mi separano dall'uscita. Arrivato al parcheggio sovrastante l'uscita della gola son passate tre ore e mezza da quando ho lasciato il ponte alla partenza, un buon tempo, anche considerando i 100m di corda nello zaino, per un percorso che vien dato su vari siti fra le sette e le otto ore.
Pontirone sup. J8
Pontirone sup. J3

Pontirone sup. C10


Pontirone sup. C18+J16

Pontirone inf.  C40

Pontirone inf. J8

Pontirone uscita



lunedì 22 agosto 2016

CANYON DRY 9.0

Si chiama Canyon Dry, finalmente ha un nome, è da l'anno scorso che la stiamo testando in varie molteplici varianti di colorazione e di diametro, ed oggi si presenta sul mercato con il suo aspetto definitivo. Da quando l'ho sentita scorrere tra le dita la prima volta è nato subito un feeling, dopo il primo impatto con la spalmatura in teflon che non permette l'ingresso dell'acqua la DRY regala al tatto quella morbidezza che apprezzi particolarmente quando ti cali in cascata. Dopo un uso normale ora la stiamo testando in situazioni estreme, ultima la discesa del Cormor in Valmalenco in condizioni di buio totale e con una sospensione di silt fluvioglaciale da metter a dura prova la nuova spalmatura. Prima del verdetto finale bisogna aspettare ancora un po'  per vedere come la DRY reagirà all'uso intenso per un periodo prolungato di tempo, intanto, per gli amanti dei numeri queste sono le sue caratteristiche tecniche ed il video di presentazione con le nostre immagini di canyoning sportivo .
Diameter [mm]9
Weight [g]59
Number of UIAA falls (min.)16
Relative mass of sheath [%]44
Sheath slippage [mm]0.2
Elongation [50 - 150 kg]3.6
Shrinkage [%]1
Tenacity [kN]30
Mini. tenacity with knots [kN]18.4
MaterialPA